SEMINARIO SULLA RELAZIONE TERAPEUTICA
1° Anno - Annualità Singola
Frequenza Obbligatoria
- 1 CFU
- 10 ore
- ITALIANO
- Sede di Trieste
- Obbligatoria
- Convenzionale
- Orale
- SSD M-PSI/01
- Altro
Il seminario si propone di fornire gli strumenti di base per affrontare il vasto e complesso tema della relazione e della comunicazione tra operatore sanitario e paziente. Agli studenti verranno proposti dei percorsi di ragionamento sulla applicazione clinica della psicologia, e sul ruolo e sull’influenza dei processi cognitivi, quali l'attenzione, la memoria, il pensiero, l’apprendimento, la motivazione e le emozioni, sulla relazione e sulla comunicazione tra operatore sanitario e paziente. Al termine del seminario gli studenti saranno in grado di comprendere e applicare alcune competenze e strategie psicologiche cliniche di base per meglio capire e gestire la relazione e la comunicazione con i pazienti. Più nello specifico il corso si propone i seguenti obiettivi: - Conoscenza e capacità di comprensione: far acquisire agli studenti conoscenze di base generali sugli aspetti clinici, cognitivi e psicologici che influiscono e modellano la relazione operatore sanitario-paziente. Scopo del corso è altresì quello di sviluppare la capacità degli studenti di analisi critica e di comprensione in modo da permettere loro un successivo uso autonomo di libri di testo e di articoli scientifici più avanzati. Le conoscenze proposte sono state scelte al fine di fornire delle basi mirate per il loro specifico settore lavorativo professionale futuro, per una più generale crescita personale e per fungere da punto di partenza per approfondimenti ulteriori della disciplina o di altre ad essa correlate all’interno dell’intero percorso formativo; - Capacità di applicare conoscenza e comprensione: fornire un percorso agli studenti che li renda capaci di applicare le conoscenze e le capacità di comprensione acquisite nel corso anche nei futuri contesti lavorativi; - Autonomia di giudizio: far sì che gli studenti sviluppino l’abilità a reperire, discernere e usare autonomamente informazioni oggettive e dati scientifici che possano aiutarli a formulare risposte a problemi chiaramente definiti, sia di tipo concreto che di tipo astratto, e che maturino un certo grado di riflessione autonoma su temi sociali, scientifici ed etici ad essi connessi; - Abilità comunicative: mettere in condizione gli studenti di essere in grado di comunicare in merito a comprensione, abilità e attività connesse alla disciplina con i propri pari, con i superiori e con i clienti/pazienti; - Capacità di apprendimento: indicare agli studenti metodi e strategie di apprendimento che li sostengano nell'intraprendere studi più avanzati della materia con un certo grado di autonomia.
nessuno
La relazione e la comunicazione tra fisioterapista e paziente sono sia il punto di partenza, sia devono essere sempre al centro di tutto il processo di cura. In ambito sanitario mai si evidenzia abbastanza quanto siano fondamentali la relazione e la comunicazione con i pazienti, e sono delle competenze che per essere efficienti ed efficaci devono essere apprese ed esercitate nella pratica clinica tanto quanto le competenze e le esperienze tecniche. Una volta si riteneva l’operatore sanitario il centro, che si limitava a trattare i pazienti e a dare loro indicazioni su cosa fare e quando, dando per scontato che avrebbero eseguito con precisione quanto richiesto, per cui una mancata guarigione non poteva essere altro che dovuta al paziente che non aveva aderito al piano terapeutico. Nel seminario si affronteranno le ricerche sulla comunicazione in ambito sanitario in cui si dimostra invece che i pazienti devono essere CO- protagonisti, e verranno illustrati i motivi per cui si è passati dai modelli teorici disease-centered a un modello patient-centered. Una relazione positiva e una comunicazione efficace sono ampiamente dimostrate dalla letteratura come di vantaggio sia per il paziente che per l’operatore sanitario, in quanto portano a maggiore soddisfazione di entrambi, migliore adesione e compliance ed esiti clinici migliori per i pazienti, riduzione della frustrazione e del burn-out per gli operatori sanitari, minore ricorso a denunce e procedimenti legali da parte dei pazienti. Si presenteranno gli studi e le ricerche che provano come sia necessario che i pazienti vengano sempre coinvolti, ascoltati con attenzione, motivati e educati adeguatamente, compresi e gestiti nelle loro reazioni emotive, e le metodiche di base che possono aiutare il fisioterapista a mettere in pratica delle strategie efficaci per realizzarlo nella pratica clinica. Verranno proposti dei percorsi di analisi e comprensione riguardo a quali sono e in che modo funzionino i meccanismi psicologici principali che determinano i processi di elaborazione della nostra esperienza di noi stessi, del mondo, e della malattia, e che permettono l’organizzazione e lo sviluppo del sistema cognitivo, la guida e il controllo del comportamento, l’interazione con gli oggetti e gli altri organismi, e la pianificazione dei nostri obiettivi, imparando a tenerne conto, come, per esempio, nel caso delle differenze di prospettiva che distinguono “disease” (dal punto di vista medico – disordini organici che si manifestano con sintomi) e “illness” (dal punto di visa del paziente – esperienza personale globale di dolore, disagio, paura, aspettative.). La malattia è infatti una esperienza soggettiva che si esplicita in molteplici diversità di espressione verbale e non verbale, credenze, atteggiamenti, e comportamenti possibili, che per essere pienamente compresi richiedono la considerazione e la conoscenza di aspetti psicologici, culturali e sociali dei pazienti e del loro contesto, ecco perché è fondamentale inquadrare la pratica clinica nell’ottica di un modello biopsicosociale.
Si proporranno quindi strumenti di base per l’analisi e la realizzazione di una buona relazione con i pazienti, nella quale è necessario saper ascoltare, manifestare empatia, comprendere le loro reali motivazioni, fornire informazioni adeguate sia qualitativamente che quantitativamente, discutere e condividere i processi decisionali che li riguardano.
Testi di riferimento consigliati, dei quali verranno fornite a lezione le indicazioni specifiche sulle parti da approfondire dei testi indicati, e suggerimenti per ulteriori analisi sulle tematiche del corso:
Parte processi cognitivi
- Bassi M., Delle Fave A. (2019). Psicologia generale per le professioni medico-sanitarie. Utet, Torino
Parte comunicazione
- Silverman J., Kurtz S., Draper J. (2015). Competenze per comunicare con i pazienti. Piccin, Padova
- Buckman R. (2003). La comunicazione della diagnosi. Raffaello Cortina, Milano.
Parte interazione e relazione
- Delle Fave A., Bassi M. (2013). Psicologia e salute. Utet, Torino.
- Giacomelli G., Bacherini S. (2015). La relazione con il paziente. Carocci, Roma.
- Moja E. A., Vegni E. (2000). La visita medica centrata sul paziente. Raffaello Cortina, Milano.
- Asioli F. (2019). La relazione di cura. Difficoltà e crisi del rapporto medico-paziente. Franco Angeli, Milano.
Parte medicina narrativa
-Alastra V. (2016). Ambienti narrativi, territori di cura e formazione. Franco Angeli, Milano.
- Bongiovanni M., Travagliante P. (EDS) (2017). La medicina narrativa strumento trasversale di azione, compliance e empowerment. Franco Angeli, Milano.
Le slide presentate a lezione saranno disponibili a fine corso, come supporto alla preparazione.
La relazione e la comunicazione tra fisioterapista e paziente sono sia il punto di partenza, sia devono essere sempre al centro di tutto il processo di cura. In ambito sanitario mai si evidenzia abbastanza quanto siano fondamentali la relazione e la comunicazione con i pazienti, e sono delle competenze che per essere efficienti ed efficaci devono essere apprese ed esercitate nella pratica clinica tanto quanto le competenze e le esperienze tecniche. Una volta si riteneva l’operatore sanitario il centro, che si limitava a trattare i pazienti e a dare loro indicazioni su cosa fare e quando, dando per scontato che avrebbero eseguito con precisione quanto richiesto, per cui una mancata guarigione non poteva essere altro che dovuta al paziente che non aveva aderito al piano terapeutico. Nel seminario si affronteranno le ricerche sulla comunicazione in ambito sanitario in cui si dimostra invece che i pazienti devono essere CO- protagonisti, e verranno illustrati i motivi per cui si è passati dai modelli teorici disease-centered a un modello patient-centered. Una relazione positiva e una comunicazione efficace sono ampiamente dimostrate dalla letteratura come di vantaggio sia per il paziente che per l’operatore sanitario, in quanto portano a maggiore soddisfazione di entrambi, migliore adesione e compliance ed esiti clinici migliori per i pazienti, riduzione della frustrazione e del burn-out per gli operatori sanitari, minore ricorso a denunce e procedimenti legali da parte dei pazienti. Si presenteranno gli studi e le ricerche che provano come sia necessario che i pazienti vengano sempre coinvolti, ascoltati con attenzione, motivati e educati adeguatamente, compresi e gestiti nelle loro reazioni emotive, e le metodiche di base che possono aiutare il fisioterapista a mettere in pratica delle strategie efficaci per realizzarlo nella pratica clinica. Verranno proposti dei percorsi di analisi e comprensione riguardo a quali sono e in che modo funzionino i meccanismi psicologici principali che determinano i processi di elaborazione della nostra esperienza di noi stessi, del mondo, e della malattia, e che permettono l’organizzazione e lo sviluppo del sistema cognitivo, la guida e il controllo del comportamento, l’interazione con gli oggetti e gli altri organismi, e la pianificazione dei nostri obiettivi, imparando a tenerne conto, come, per esempio, nel caso delle differenze di prospettiva che distinguono “disease” (dal punto di vista medico – disordini organici che si manifestano con sintomi) e “illness” (dal punto di visa del paziente – esperienza personale globale di dolore, disagio, paura, aspettative.). La malattia è infatti una esperienza soggettiva che si esplicita in molteplici diversità di espressione verbale e non verbale, credenze, atteggiamenti, e comportamenti possibili, che per essere pienamente compresi richiedono la considerazione e la conoscenza di aspetti psicologici, culturali e sociali dei pazienti e del loro contesto, ecco perché è fondamentale inquadrare la pratica clinica nell’ottica di un modello biopsicosociale.
Si proporranno quindi strumenti di base per l’analisi e la realizzazione di una buona relazione con i pazienti, nella quale è necessario saper ascoltare, manifestare empatia, comprendere le loro reali motivazioni, fornire informazioni adeguate sia qualitativamente che quantitativamente, discutere e condividere i processi decisionali che li riguardano.
Metodo di insegnamento principale:
- Lezioni frontali (10 ore)
Metodi accessori:
- Esempi pratici con discussione collettiva
- Brevi esercitazioni sperimentali collettive
- Visione critica di filmati originali/ricostruzioni di esperimenti
- Analisi di dimostrazioni video
Le slide presentate a lezione saranno disponibili a fine corso, come supporto alla preparazione. Eventuali cambiamenti alle modalità qui descritte, che si rendessero necessari per garantire l'applicazione dei protocolli di sicurezza legati all'emergenza COVID19, saranno comunicati nel sito web di Dipartimento, del Corso di Studio e dell'insegnamento.
La valutazione prevede la partecipazione attiva al seminario e la risposta ad alcune domande sui temi del corso che gli studenti predisporranno al termine del seminario come lavoro individuale e/o di gruppo.
Questo insegnamento approfondisce argomenti strettamente connessi a uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite